Sentiero e torrente durante la discesa dal Passo del Muretto, con le montagne della Valmalenco sullo sfondo
Alt(r)o Festival — ottava edizione, Memorie di paesaggio

Pietra·Via·Acqua

Residenza fotografica in Valmalenco. Sette giorni per leggere lo stesso paesaggio attraverso tre tempi che non si alternano — coesistono.
Scendi

Il progetto non dichiara questo asse — lo attraversa. Pietra, Via e Acqua non sono tre giorni, tre luoghi o tre capitoli separati: sono tre modi di leggere lo stesso paesaggio, presenti insieme in ogni punto della valle. La roccia, il segno del passaggio, la forza che trasforma — si trovano l'una nell'altra, sempre.

Grana a scaglie di pietra alle Cave del Giovello, Valmalenco
P
Pietra

La sostanza del territorio.

Non sfondo, non scenografia: soggetto. La roccia come testo da leggere — la coppella preistorica incisa su un masso erratico, la vena di serpentino nella parete della cava, la pioda sul tetto della casa. La pietra sa: porta in sé il tempo come nessun altro materiale.

Sentiero che sale verso l'Alpe Ventina sopra Chiareggio, Valmalenco
V
Via

Il segno del passaggio umano sulla pietra.

Le vie carovaniere esistevano in gran parte per portare la pietra fuori dalla montagna. Chi fotografa le cave abbandonate e chi fotografa i sentieri dismessi racconta la stessa storia da angolazioni diverse. La via è memoria del movimento — e il suo silenzio attuale è già un'altra memoria.

Acque glaciali nei pressi di Fellaria, Valmalenco
A
Acqua

La forza che trasforma tutto.

Il ghiacciaio ha formato la pietra per millenni: levigandola, erodendola, depositandola. Le morene sono pietra spostata. L'acqua è ciò che precede la pietra e ciò che viene dopo — il ciclo che contiene tutto.

È la grana stessa della montagna.
Materia dove il segno manca.
Catturare, o raccogliere.
La residenza

Sette giorni a contatto diretto con la valle, dal 18 al 25 luglio 2026. Il materiale raccolto — oltre mille immagini — si è poi decantato in cinque nuclei narrativi, non un giorno per tema ma zone di lavoro dove i tre assi si intrecciano con densità diversa.

Frana ricoperta di muschio a Caspoggio, Valmalenco
Domenica 19/7
Dove il segno manca
Blocchi di pietra ollare alle Cave del Giovello, Valmalenco
Lun 20 · Ven 24
La grana e il tornio
Torrente e pietraia verso l'Alpe Ventina, Valmalenco
Martedì 21/7
Ventina, sotto il ghiacciaio
Sentiero di pietraia al Passo del Muretto, Valmalenco
Mercoledì 22/7
Il sentiero che è roccia
Ghiacciaio visto dal versante di Fellaria, Valmalenco
Giovedì 23/7
Fellaria, la rinuncia
Non una conclusione

C'è un momento, ogni giorno, in cui smetto di cercare e comincio ad ascoltare. Non decido io quando arriva — arriva quando il passo rallenta abbastanza da lasciare spazio a quello che la pietra, la via, l'acqua hanno da dire prima che alzi la macchina.

Sette giorni non bastano per capire una valle. Bastano, forse, per imparare a stare abbastanza fermi da farsene attraversare. Le immagini che restano non sono quelle che ho inseguito — sono quelle che si sono lasciate raccogliere.

Cosa resta, di un luogo, quando smetti di volerlo catturare?

Filippo Macchi
Fotografia contemplativa
Alt(r)o Festival · Valmalenco · 2026