Deriva
C’è un momento in cui il paesaggio si ritira, si fa essenziale.
Una curva di neve, un’ombra sospesa, il silenzio che si posa come una pelle sottile.
È lì che inizia la deriva: lieve, quasi impercettibile.
Un lento scivolare fuori dal tempo, dalle coordinate conosciute.
Non c’è direzione, solo presenza. Non c’è rumore, solo respiro.
Deriva è una raccolta di otto visioni sospese, frammenti di un altrove dove la materia si fa sogno e la luce sussurra.
Ogni immagine è una soglia: varcarla significa entrare in uno spazio rarefatto, dove l’invisibile si insinua tra le pieghe del visibile.








