La solitudine che non è vuota: abitare il silenzio
Il bosco davanti, l’auto dietro, io in mezzo: una camminata senza meta diventa la pratica di abitare il silenzio, non come pace ma come spazio.
Il bosco davanti, l’auto dietro, io in mezzo: una camminata senza meta diventa la pratica di abitare il silenzio, non come pace ma come spazio.
Ogni volta che arrivo in vetta mi aspetto che qualcosa si riempia. Trovo invece un vuoto, e con lui una domanda su cosa farne: restarci, o scappare verso il prossimo passo.
Cosa resta del calendario quando si sale abbastanza in alto? Una riflessione su ferragosto, tempo geologico e la fermezza che portiamo già dentro, tra silenzio amministrato e sentieri che si svuotano.
Il vertice di ogni salita è un limbo: respiro, silenzio, stasi. Una riflessione su cosa resta di una vetta se non ci si concede il tempo di restarci.
Gli scarponi sono ancora sul pavimento accanto alla porta. Li guardo da ieri sera. Non li ho toccati, ma so già il peso che hanno, la rigidità della suola, come si stringe il laccio intorno alla caviglia fino a sentire il piede fermo dentro di loro. Alcune cose tornano senza bisogno di essere ricordate. Scrivo…
Quando la nebbia cancella il futuro, rimane solo il passo che stai facendo. Riflessioni su cosa significa camminare senza orizzonte, tra la luce diffusa del bosco e l’intuito come unica bussola.
Entrare nel bosco è un tornare. Non a qualcosa di preciso — a qualcosa di antico. Una riflessione sul silenzio come forma di rispetto e di ascolto.
Nonostante i disguidi con le Poste Italiane e gli (in)evitabili errori di gioventù, anche nel 2026 ho deciso di tornare lì: alla mia fanzine Altrove. Non perché “funzioni”.Ma perché mi assomiglia. Un oggetto lento Una fanzine è un oggetto che non scorre.Occupa spazio. Chiede mani. Chiede tempo. Devi aprirla. Girare pagina. Tornare indietro.Devi concederti una…
Il primo giorno dell’anno per me è una semplice traccia sulla neve.Non parto mai davvero da zero. Mi presento in questo nuovo anno con le gambe un po’ stanche e il fiato corto che mi ricorda le fatiche degli ultimi mesi.Negli occhi e nel cuore tante immagini che non ho ancora digerito.È da qui che…
La stanza in ordine e la montagna che scombina i margini Quando penso all’addomesticarsi, vedo sempre una stanza ben ordinata.I libri allineati, le scarpe in fila, il calendario pieno di impegni scritti con penne di colori diversi.Tutto al proprio posto, tutto sotto controllo. Per anni ho creduto che fosse questo crescere: diventare più gestibili, più…