Finistère

Ci sono parole, in questo caso toponimi, che hanno la capacità di condensare in un unico termine un’intera gamma di significati, aspettative, emozioni.

Finistère

Con che aspettative ci si può avvicinare quindi ad una regione il cui nome significa letteralmente “fine del mondo”?

Guardo la cartina dispiegata sul tavolo e cerco di tracciare un itinerario per questa fine del mondo che affaccia sull’Oceano Atlantico.
Abbandonate le coste più “morbide” del versante nord, ci affacciamo alla costiera a picco del Finistère quando il sole sta volgendo al tramonto.

Le coste a picco sull'oceano di Finistère

Un vento impetuoso soffia da ovest alzando le onde.
Gli schianti contro la roccia rendono impossibile parlarsi.
Comunichiamo a gesti mentre indichiamo un zona a qualche decina di metri più in basso dove il sole illumina la schiena delle onde che si infrangono furiose.

Il mare ribolle a Finistère

Un’immensa vasca da bagno ricolma di schiuma ecco cosa sembra il mare in questo momento.

Aggrappato al cavalletto nella speranza di evitare movimenti causati dal vento, mi riempio gli occhi di questi tramonti senza fine.
La stagione non è delle migliori e nonostante vari tentativi non riusciamo a cogliere il sole affondare nell’Oceano.

Poco male perché in compenso portiamo a casa la sensazione di completa futilità di fronte a tanta immensità che ci aiuta a trovare quella pace interiore di cui siamo sempre alla ricerca.

Lasciamo scendere lentamente la sera e nonostante la primavera sia appena iniziata, le giornate sono già molto più lunghe che in Italia.
I confini tra conosciuto ed immaginario si fondono per un attimo prima che il buio prenda il sopravvento.

Dove finisce il cielo e dove inizia la terra? Non lo so.

Mentre sento salire l’umidità dalla sabbia pregna di acqua, penso che forse non ci meritiamo nemmeno un ruolo da comparse in questo spettacolo.

Lascio i pensieri a marcire nella palude salmastra e mi rifugio al caldo del nostro appartamento. Trenta minuti di doccia bollente per lasciarmi alle spalle le sferzate di vento ed acqua.

E’ chiaro che ci siamo lasciati qualcosa di importante alle spalle e nostro malgrado oggi ne paghiamo le conseguenze.

Articoli simili

  • Attorno al fuoco

    Claudio Damiani, da Attorno al fuoco Qualcuno potrebbe dire: ma che stai dicendo?I monti fanno una vita dura,non si parlano mai, sono scorbutici,si trattano male, trattano tutti male,sono duri come la pietra, non capiscono niente.E invece io dico: sei tu che non capisci niente!I monti sono molto gentili, vedono più cose di noi,hanno un udito…

  • Oltre i miei limiti 4/5

    15 giugno 2024 Voglio aggiungere qualche riga in questa giornata di riposo per fissare le sensazioni di una notte passata a rigirami nel letto tra sensazioni di cadere nel vuoto, bruciore alle gambe e paure profonde come caverne ancestrali. Al momento non trovo altro modo per sopravvivere a questo troppo se non facendo finta.Domani è…

  • Granito

    L’anno scorso ho finalmente conosciuto il granito. Dopo aver visto tante foto ed ascoltato i racconti di chi si è cimentato con questa roccia, ho preso contatto con questa realtà. L’ho fatto in maniera sicuramente molto soft, in fondo, in quella prima esperienza, il granito era rimasto come un’entità astratta su di uno sfondo imbiancato…

  • Un opaco labirinto

    D’altro canto la campagna, la nostra campagna, è completamente finita, distrutta, slabbrata, violentata. E’ sporcata e insozzata dagli inquinatori, è frazionata dai lottizzatori, oppure abbandonata, con le case dirute e crollanti su per le montagne e in alto lungo le coste, e svenduta poi ai villeggianti che la guardano distratti come una veduta in cartolina….

  • L'occhio, lo strumento e…

    Sono certo che l’attrezzatura aiuti, in particolare in determinati contesti ambientali, ma sono anche assolutamente certo che l’attrezzatura in se non è una condizione necessaria per realizzare un’immagine. Quindi se vuoi fotografare con una scatola di cartone piuttosto che con l’ultimo ritrovato giapponese di turno, poco importa. Quello che fa la differenza è l’occhio con…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *