Al termine di un inverno che nella sua prima parte si è fatto un po’ desiderare, in questi ultimi 2 mesi invece ci ha regalato emozioni e scenari idilliaci.
Siamo a fine marzo ed il weekend di Pasqua si avvicina, qualche giorno per esplorare l’appennino in cerca di scorci interessanti. Le previsioni per il sabato non sono per nulla buone, ma per la domenica sembra che ci siano buone probabilità di una bella giornata primaverile farcita da tanta neve.
Suona la sveglia e sono solo le 3,30 del mattina. Sbircio fuori dalla finestra sperando di vedere le stelle, ma ahimè il cielo è coperto, la luna appare solo con un lieve alone biancastro attraverso le nubi. Controllo il radar e le webcam e con mio rammarico vedo che sta nevicando. Ma come? Non doveva esserci il sole oggi? Senza perdermi d’animo faccio colazione, mi vesto, do un’ultima controllata allo zaino preparato la sera prima ed è già ora di partire.
Decido che è inutile correre per arrivare in fretta al parcheggio, meglio prendersela con calma nella speranza che le precipitazioni terminino. In poco meno di 2 ore sono quasi arrivato quando, dopo una serie di tornanti lungo la salita finale, mi ritrovo improvvisamente in inverno. Neve ovunque, 20 cm in strada e sugli alberi. Fortunatamente uno spazzaneve ha pulito una striscia di asfalto lungo tutta la lunghezza della strada. Per fortuna altrimenti sarebbe stato particolarmente impegnativo salire.
Parcheggiata l’auto, scendo per una boccata d’aria ed il paesaggio, anche solo dal parcheggio, è da mozzafiato. Nella tipica luce bluastra delle mattine d’inverno, mi guardo intorno allibito da tanta bellezza, ma non c’è tempo da perdere, non sono mai uscito con queste condizioni e non so quanto tempo mi prenderà la salita fino al lago Baccio. Lascio quindi il parcheggio e dopo poche decine di metri mi inoltro nel bosco e fin da subito capisco 2 cose. La prima è che sarà piuttosto complicato raggiungere il lago perché la neve è talmente tanta che a fatica si intravedono sporadici segni del sentiero sugli alberi, la seconda è che davanti a me non sarà passato nessuno quindi avrò l’onere e l’onore di aprire la pista.
Lentamente salgo attraverso quello che pare essere un’idea di sentiero, un po’ mi lascio guidare dalla memoria ed un po’, leggendo la disposizione degli alberi, cerco di individuare il percorso più logico. Il bosco è un tripudio di grafismi. I tronchi di faggio neri chiazzati da neve bianca solo da un lato in un mare bianco assoluto. E’ una visione monocromatica che sembra essere stata disegnata a carboncino da un pittore. A terra nemmeno una traccia di animale, è come camminare sulla superficie di un enorme panettone bianco. Sono estasiato.

Salgo avvolto dal classico silenzio ovattato che accompagna l’inverno. Giungo ad un primo pulpito nel quale gli alberi diradano. Lo spettacolo toglie il fiato. Il crinale davanti a me è solcato da nubi nere mentre alle mie spalle le prime avvisaglie di un cielo terso si stanno facendo strada. Sono ottimista di trovare delle buone condizioni meteo una volta arrivato. Si prosegue ed in un’altra mezz’ora finalmente giungo al lago Baccio. Il sole esce a tratti infilandosi prepotente nel bosco ed allungando le ombre dei faggi fino a creare un’intricata ramificazione di ombre. Ci sono veramente poche parole per esprimere tanta bellezza.

Il lago appare come un immenso mare bianco. A destra il crinale che sale a strapiombo a dominare il versante sud, mentre tutto intorno il bosco di faggi emerge dal candore con le sue protuberanze nere dei rami.

Il sole prova ad uscire in un via vai di nuvole. La temperatura sale. Potrei stare qui per sempre…
Sono quasi le 9 quando cominciano ad arrivare i primi scialpinisti. Chi diretto al Rondinaio, chi semplicemente al crinale per poi tuffarsi immagino in un emozionante fuoripista.
La magia sta finendo. La solitudine mi abbandona e con lei capisco che è ora di rientrare. La neve comincia a mollare ed il rientro, nonostante sia quasi tutto in discesa, risulta più faticoso della salita.

L’inverno è finito. Almeno per me, con questa uscita, l’inverno è definitivamente finito anche se immagino che la neve resisterà come minimo fino a fine aprile. Arrivederci a tra un mese quando spero di ritrovare il bosco verde ed il lago scintillante sotto il cielo di maggio.
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