Pensare come una montagna

Pensare come una montagna

Questo mese, per le proposte di lettura, vi parlo del libro di Aldo Leopold “Pensare come una montagna“, un must-have per chiunque si interessi di natura, di paesaggio e perchè no di fotografia.

Perché questo libro è importante per un fotografo di montagna?

  • Una nuova prospettiva: Leggere “Pensare come una montagna” ti aiuterà a vedere i paesaggi che fotografi con occhi nuovi. Capirai l’importanza di ogni dettaglio, di ogni essere vivente, e riuscirai a trasmettere nelle tue immagini un senso più profondo di connessione con la natura.
  • Una maggiore consapevolezza: Questo libro ti renderà più consapevole dell’impatto che le nostre azioni hanno sull’ambiente e ti stimolerà a fotografare in modo più sostenibile e rispettoso.
  • Un’ispirazione creativa: Le storie e le riflessioni di Leopold ti ispireranno a creare immagini più significative e a raccontare storie più profonde attraverso la tua fotografia.

Una delle cose più importanti che ho imparato negli ultimi anni è proprio questo cambio dal guardare all’osservare. Sembra roba da poco ma invece è tutt’altro.

Aldo Leopold è un pioniere dell’ambientalismo. Da giovane vide una lupa morire tra le sue braccia, e in quel momento comprese che la scomparsa della natura selvaggia avrebbe condotto alla fine del nostro mondo. Per tutta la vita si dedicò alla tutela e alla conservazione dell’ambiente. Il suo “A Sand County Almanac” è al contempo una celebrazione della natura selvaggia e un invito all’uomo moderno a sviluppare un’etica della terra ― a «pensare come una montagna» ― a contemplare la natura e le sue creature come un organismo dotato di equilibrio, armonia e bellezza, da cui dipende la nostra stessa integrità e salute. Considerato l’erede spirituale del “Walden” di H.D. Thoreau, viene qui proposto per la prima volta nella sua versione integrale.

Copertina di pensare come una montagna di Aldo Leopold

L’osservazione: un atto rivoluzionario!

Detta così può sembrare eccessiva, ma se ci guardiamo intorno, nel nostro piccolo perimetro che descrive la nostra vita, appare chiaro che l’atto dell’osservare, che di per sè richiede tempo e rallentare, è in antitesi come la velocità vorticosa del flusso della vita nel quale siamo immersi.

Leopold, ma non solo lui, invita a rallentare e a osservare attentamente il mondo naturale che ci circonda. Questa pratica, apparentemente semplice, è in realtà un atto rivoluzionario in un mondo che ci spinge costantemente verso la fretta e la superficialità.

Ma cosa ce ne possiamo fare dell’osservazione?

Ecco qualche spunto:

  • Connessione profonda: L’osservazione ci permette di stabilire una connessione più profonda con la natura, di cogliere le sue sfumature e le sue intricate relazioni.
  • Comprensione degli ecosistemi: Osservando attentamente gli elementi di un ecosistema, possiamo comprenderne le dinamiche e le interdipendenze.
  • Sviluppo dell’empatia: L’osservazione ci aiuta a sviluppare empatia verso tutte le forme di vita, a riconoscere il valore intrinseco di ogni essere e a comprendere il nostro ruolo all’interno dell’ecosistema.
  • Ispirazione creativa: L’osservazione è la fonte di ogni creazione artistica. Osservando la natura, i fotografi trovano ispirazione per creare immagini uniche e significative.

Tutto questo che relazione ha con ad esempio la mia fotografia di montagna?

Il mio scattare fotografie in montagna parte dall’azione dell’indugio, ovvero l’osservazione attenta e prolungata del soggetto che voglio ritrarre. Significa per me prendermi tutto il tempo necessario per trovare il luogo da cui e il momento in cui fotografare.

Osservare a lungo mi porta ad entrare, a scavare nel paesaggio per immergermi e quindi cogliere i dettagli che rendono poi unico quella porzione di paesaggio che sto ritraendo.

Concedermi di non scattare, e quindi prendermi il tempo per ritornare, mi permette di osservare come la natura cambia, anzi come la natura è in continuo mutamento e quindi poter scegliere il momento giusto per esprimere il mio sentire.

Ma cosa troverai in questo libro?

  • Un invito a guardare oltre l’obiettivo: Leopold ci invita a superare la mera osservazione estetica della natura e a comprendere le intricate relazioni che legano ogni elemento dell’ecosistema. È un invito a “pensare come una montagna”, a considerare noi stessi come parte integrante di un sistema più grande.
  • Un’etica della terra: L’autore ci propone una nuova etica, un’etica della terra, che va oltre l’antropocentrismo e ci invita a riconoscere il valore intrinseco di ogni essere vivente e del mondo naturale nel suo complesso.
  • Un’esperienza emozionante: Le pagine di questo libro sono piene di descrizioni evocative che ti faranno sentire come se stessi camminando insieme a Leopold nei boschi del Wisconsin. È un’esperienza che ti farà riflettere profondamente sul tuo rapporto con la natura.
Pensare come una montagna

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