Se c’è una cosa che proprio mi disturba del fotografare in inverno è la complicatezza dei movimenti.
Il weekend scorso ho fatto la prima uscita di questo inverno e la temperatura era di tutto rispetto: -13 gradi.
Appena scendo dall’auto capisco subito che la giornata non sarà semplice. Non sono minimamente pronto a queste temperature e nonostante l’abbigliamento sia adeguato avverto chiaramente i morsi del freddo.
Mi incammino lungo la strada forestale per risalire la stretta valle. L’obiettivo di oggi è una fotografia per la mia serie Yukon.
Dopo qualche centinaio di metri abbandono l’ombra a favore del sole e come c’era da aspettarselo piombo dal freddo polare al caldo tropicale.
Penso ironicamente al mantra del “vestersi a cipolla“. Nel giro di pochi minuti sudo come se stessi facendo la sauna.
Via i guanti, via il cappuccio, apro la giacca.
E’ un continuo metti, togli, apri, chiudi. In un’unica parola: snervante.
Dopo più più di una mezz’ora il sole passa dietro il versante della valle e non rimane che ombra ovunque.
La temperatura piomba immediatamente sotto zero, ed è di nuovo il momento di indossa i guanti, chiudi la giacca, il cappuccio… quello può aspettare per il momento.
Lascio che i gesti si compiano ritrovando pian piano quel feeling che ad ogni primavera lascio alle mie spalle.
L’insicurezza del ghiaccio. I morsi del freddo. Le poche ore a disposizione.
Fotografare in inverno per me oggi è un rituale.
Il rituale di fotografare in inverno mi obbliga a fare i conti con la mia natura umana così fragile.
Sono vestito come un astronauta e nonostante questo, se rimango fermo per più di 10 minuti, quella bella sensazione di tepore data dagli indumenti tecnici svanisce progressivamente.
La lentezza dell’inverno mi permette di focalizzare i pensieri non solo su quello che sto vedendo, ma anche su quello che sento dentro.
Questo forte richiamo, che mai come quest’anno avverto prepotente a ritirarmi dal mondo, trova modo di emergere dandomi quindi l’opportunità di fare le giuste riflessioni.
La luce nelle valli strette si affievolisce molto velocemente e quando da poco è passato mezzogiorno sembra già pomeriggio inoltrato.
Porto a casa le mie foto, prendo commiato da questa prima neve e da questo primo vero freddo e guadagno nuovamente l’auto.
Alleggerito dello zaino e con la prospettiva di una tisana calda mi sento felice.




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