Sperimentare il senso di smarrimento penso sia un’esperienza sempre positiva soprattutto quando le variabili sono limitate al minimo.
Ecco quindi che quando i punti di riferimento improvvisamente svaniscono, l’inconscio immediatamente bussa alla porta.
Io so che la strada è qui davanti a me a poche centinaia di metri, ma in questo momento mi ritrovo immerso nel nulla.
Intorno a me tutto è bianco, ma è un bianco reso grigio da un cielo color acciaio. Nessuna ombra a delimitare le forme. Ogni passo risulta incerto. Un’asperità che si palesa all’improvviso o un avvallamento che risucchia le ciaspole.
E’ come muoversi all’interno di una stanza completamente buia ma avendo l’uso della vista. Comunque tutto è precario.

In tutto questo provo un senso profondo di sospensione. Sospensione dalla vita. Sospensione dallo spazio. Sospensione dal tempo.
Le paure affiorano. I sensi cercano di aggrapparsi al conosciuto ma qui non c’è nulla di riconoscibile. Solo un uomo perso nel biancore del paesaggio.

E’ importante fare questi “esercizi” per ricordarmi che l’onnipotenza non è nelle mie caratteristiche e che la sicurezza totale di per se non esiste. Anche qui, a poche centinaia di metri dalla strada.
Per quanto ami la neve, la neve non è il mio terreno preferito. La temo. La rispetto. Per assurdo sto cominciando a fidarmi più del ghiaccio che della neve. La neve si muove, la neve è precaria.
Da qui, da dove sono ora mi pare di essere a bordo di una piccola barca. Il movimento delle onde ora mi avvolge e l’unico orizzonte che vedo è acqua, appunto neve, poi improvvisamente emergo dalla cresta di un’onda ma solo per una frazione di secondo, ma in quella frazione intravedo il mio porto e tengo la direzione.
E’ un movimento ciclico dettato dal mio camminare, un alternanza di sconforto e speranza.
Ed è solo quando l’orizzonte è finalmente sgombro che il cuore si rilassa.
Ma quanto è durata questa sospensione? Forse un minuto o un’eternità, poco importa. Quello che conta è averne avuto coscienza, averla sentita e toccata. La prossima volta forse farà un po’ meno paura.

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