La quiete dei boschi invernali

La quiete nel caos

La montagna, la neve, il natale, l’ultimo dell’anno, gli aerei, gli sciatori, le auto in colonna, la musica, gli aperitivi, le cene, i pranzi, i bambini che corrono, i pedoni e quel senso di impotenza davanti all’enormità dell’essere a disagio, sempre.

Dentro a tutto questo caos, trovare le forze per vestirsi ed uscire sapendo che lì fuori c’è il freddo, e che quel freddo non potrà che aumentare man mano che passano le ore, ecco trovare quelle forze per fare questa cosa titanica che è uscire non è cosa facile.

Decidere di attendere 20 minuti che si liberi un parcheggio al secondo piano sottoterra di questo autosilo che pare uno stadio durante un derby è cosa folle ma l’unica da fare.

Concentrarsi sul respiro mentre si cammina a fatica nella neve e si sente il sudore colare lungo la schiena creando quel senso di frustrazione, rabbia, insofferenza tutto insieme non è cosa facile.

Tutti questi sforzi profusi nelle ultime ore finalmente trovano un senso.
E questo senso prende le forme di una piccola pianura innevata che sta tra la montagna e il lago.
In mezzo è tagliata da un torrente che sfocia nel lago.
In mezzo è disseminata di alberi. Larici, abeti, salici.
In mezzo quei pochi abeti verdi che ci sono, stonano come una bovazza su un muro bianco a primavera, ma sono lì e non si possono mica togliere.

Speravo di essere il primo ma mi devo accontentare di non esserlo e far finta di non vedere le tracce di qualche mio simile che mi ha preceduto.

Panoramica del lago di Sils

Cammino tra gli alberi mentre il sole sbuca da dietro la montagna ed illumina la pianura con la sua luce gialla.
Ogni albero prova a proiettare la sua ombra il più lontano possibile come a fare un garino con chi gli sta di fianco. Chissà poi cosa si vince?

Poi arrivo in questo punto, che mi fermo perchè c’è un’ombra che mi piace e voglio fotografarla. E guardandomi intorno poi lo sguardo cade sulla neve che qui è un po’ ghiacciata in superficie. Il vento l’ha modellata come gli è parso meglio.

Rimango lì a guardare queste linee. Vorrei fotografarle ma non capisco bene come. Va beh qualche scatto lo faccio poi vedrò a casa…

Mi lascio gli alberi alle spalle e raggiungo la riva del lago. Il ghiaccio non è ancora formato del tutto e rimangono ampi spazi vuoti pieni di acqua liquida immobile. E’ una pace totale, assoluta, placida, plastica.

Un merlo acquaiolo se ne sta sul bordo del ghiaccio, tra l’acqua liquida e quella solida. Provo a fotografarlo ma lui non è della stessa idea.

La linea di demarcazione tra acqua e ghiaccio
Yin e Yang

Mi incammino allora lungo la riva in direzione del sole. Lo guardo scendere e incredibilmente capisco che finirà proprio là in fondo dove i due versanti opposti delle montagna finiscono nel nulla.
E’ assurdo ma è così, è come se quella V naturale altro non fosse che l’alcova del sole.

Mi sembra quasi che stia accelerando, il sole. E’ proprio vero che quando ci si mette un punto di riferimento tutto acquista un diverso significato. Non come le mie fotografie dove evito di metterli e le proporzioni sono solo quelle che chi guarda è in grado di immaginarsi.

Qui il sole si sta tuffando nell’infinito. Le ombre sono sempre più lunghe. Il silenzio è sempre più profondo.

In un attimo è buio. Ringrazio. Mi incammino nuovamente verso il caos. In fondo sono un masochista.

Articoli simili

  • Giornata mondiale dell’ambiente

    Cosa stiamo veramente facendo per la Natura? Semplicemente nulla! Possiamo nasconderci dietro qualunque cosa ci faccia sentire a posto con la nostra coscienza, ma il risultato non cambia. Continuiamo a celebrare giornate inutili come questa giornata mondiale dell’ambiente mentre siamo lanciati a tutta velocità contro il muro della nostra arroganza e diciamocelo, ne siamo orgogliosi….

  • Deprezzare il paesaggio

    Ad inizio giugno si è tenuto il raduno presso passo Giau per dire nuovamente NO a questo assalto alla diligenza nei confronti delle Dolomiti. In particolare, come del resto era ampiamento previsto, contro gli scempi che in nome dello sport e del carosello olimpico si stanno perpetrando ai danni dell’ambiente. In questa eterna diatriba tra…

  • Do you like animals?

    A mia moglie piacciono gli animali molto più delle persone. La settimana scorsa, riguardando il materiale scattato l’anno passato in estate, mi è capitata sotto mano questa divertente immagine di lei che cerca di fotografare il muso di una mucca al pascolo. Ovviamente è sempre difficile gestire gli animali, di ogni taglia e dimensione. Mi…

  • Sulla contemplazione

    Ho imparato che la sottile differenza che passa tra guardare ed osservare determina il grado di relazione che riesco ad instaurare con l’ambiente che mi circonda. Per anni ho solcato ogni tipo di sentiero come una nave rompighiaccio fende il pack. Semplicemente ignorando quello che mi passava accanto. Non riesco nemmeno ad immaginare quanto mi…

  • Quelle strade dritte

    Strade dritte che piombano in questi paesi come una banda di briganti e che inspigabilmente ne tracciano una S subdola a 90° violentandone inesorabilmente la vita pacifica e sorniona. Abitati tanto anonimi quanto custodi di una cultura che non si vorrebbe perdere ma che inesorabilmente si affievolisce ogni giorno di più. Percorro queste vie con…

  • Notturno

    L’inaspettato quando si manifesta e sei pronto a coglierlo, regala emozioni forti, sempre! Ecco perchè pubblico questa immagine realizzata a fine agosto scorso al lago di Alleghe in una serata qualunque nella quale dopo una cena con amici si rientra a casa, è una sera come tante altre e perchè non fare l’ennesimo scatto del…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *