Ho ricevuto un regalo

A 51 anni suonati di regali ne ho ricevuti ovviamente tanti, tantissimi. Qualche settimana fa però ne è arrivato uno veramente inatteso nel suo contenuto.

Ho ricevuto infatti in regalo un negativo 8×10.

Un regalo inusuale che però mi ha fatto sentire un privilegiato. Io ad esempio non regalerei mai e poi mai un negativo, come del resto un file raw.

Non solo, oltre che privilegiato, mi sono sentito investito di una grande responsabilità.

Non so bene il perchè, ma la primissima sensazione che ho avuto è stata proprio questa. Non come se mi fosse stato fatto un regalo, e quindi questo oggetto che ho tra le mani fosse mio, ma come se mi fosse stata assegnata la responsabilità di custodire questo oggetto.

Una sorta di reliquia del passato affidatami per essere traghettata verso un prossimo futuro, un Altrove temporale.

Il negativo ricevuto in regalo

Il negativo racconta di un edificio abbandonato. Le finestre, disposte su file di tre, sono prive di infissi, ma solo quelle esterne. Quelle interne sono murate.

Due finestre, una al primo piano a sinistra ed uno al secondo a destra hanno un unico scuro aperto. Entrambe quello esterno.

La porta, con il soffitto a volta, è anch’essa murata. Lo stesso profilo ad arco decora le tre finestre del primo piano. Le altre, quelle del secondo e del terzo piano, sono squadrate.

Il tetto è malandato e proprio in linea con le finestre centrali, svetta un comignolo.

La casa è stretta ma non si capisce quanto è lunga.

La facciata all’estrema sinistra è particolarmente scrostata, il resto mostra un intonaco ormai vetusto.

Davanti alla casa si sviluppa un prato. E’ tagliato, significa quindi che qualcuno un po’ di manutenzione la fa.

Sullo sfondo si intuisce la presenza di quelli che sembrano due edifici anche se la vegetazione rigogliosa ne impedisce di definirne forme e volumi. Pare evidente invece che l’edificio si trovi a ridosso di una collina o di una montagna.
Sulla destra, oltre a qualche alberello, è invece presente quello che sembra essere un ometto di pietra come a delimitare uno stradello.

Il negativo trasformato in positivo rivela il suo contenuto

Mi chiedo che storie abbia da raccontare questo edificio?

Tu che stai leggendo, conosci questo edificio? Conosci la sua storia?

Articoli simili

  • Camminare sotto la pioggia

    Il Saggio soleva dire: “non esiste il cattivo tempo, ma solo vestiti inadeguati“. Questo anno in generale e questo autunno in particolare, hanno reso manifesto questo proverbio svedese che nella pratica si è concretizzato in un “piuttosto che starmene in casa sul divano, vado fuori lo stesso anche se piove”. Detto fatto. Certo, fare fotografia…

  • Dove sono finiti gli animali?

    Qualche settimana fa ho scambiato qualche impressione con Luca Rota su suo blog in calce ad un suo post dal titolo “Perchè gli animali spariscono dai libri per adulti?“. Sono passati i giorni e l’argomento, anzi la domanda, “dove sono finiti gli animali?” continua a perseguitarmi. Con gli animali ho uno strano rapporto. Sono cresciuto…

  • NYC: The Dark City

    Few months have passed since our first time in New York and the memories are still vivid in our minds. Too many emotions in too few days. Sound, light, people… Roads, cars, buildings… Everything is indeed too much and it is difficult to tell a city so vast. This is a video about our vision of…

  • Rime, Matteo Bandello

    Durante la lettura de “L’invezione della natura selvaggia” di Franco Brevini, mi sono imbattuto in questo passaggio (CXLIV) dell’opera Rime di Matteo Bandello che mi ha particolarmente colpito e che riporto come nota per non dimenticarla: Alpi nevose, che le corna al cielo e quinci e quindi oltre misura alzate, e ne l’algente verno e…

  • Gli alberi camminano

    Mi sono chiesto come mai amo così tanto gli alberi, i boschi, le foreste. Non è facile trovare una risposta convincente a questa domanda. C’è stata una fase nella mia vita nella quale semplicemente “ignoravo l’esistenza degli alberi”. Ero bambino e poi ragazzo e gli alberi erano una coreografia spesso fastidiosa al panorama. Poi però…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *