Il soffitto che preferisco è quello delle chiome degli alberi

Soffitto

Rinchiusi nelle nostre quattro mura di casa sempre più claustrofobiche, dimentichiamo di guardare in alto, verso quel soffitto naturale che da sempre accompagna i nostri passi.

Abituati a soffitti di cemento, non riconosciamo più i soffitti naturali che ad esempio i boschi e le foreste ci regalano in ogni stagione.

Mentre i soffitti delle nostre abitazioni sono sempre uguali, quelli dei boschi non solo cambiano di stagione in stagione, ma cambiano in base al tipo di alberatura predominante.

Un soffitto di querce
Un soffitto di querce
Il soffitto che preferisco è quello delle chiome degli alberi
Un soffitto di faggi
Treeline un flim prodotto da Patagonia che celebra le foreste
Un soffitto invernale

Il soffitto dei faggi è ben diverso da quelle delle querce o degli abeti.

La Natura in fondo non è mai noiosa.

Nei boschi da sempre amo sdraiarmi e guardare verso l’alto, così come quando entro in una casa nuova vado subito alla finestra per guardare il paesaggio circostante.

Forse è una sorta di ribellione ad una prigionia dalla quale non riesco a svicolarmi.

Onestamente non ho mai indugiato troppo su questi miei comportamenti. Ma posso dire che cambiare prospettiva e guardare verso l’alto mi aiuta a scoprire una parte ulteriore dell’ambiente nel quale mi trovo.

Per quanto il soffitto di rami e foglie che mi sovrasta sia fitto, mai mi sento oppresso dalla sua presenza. Anzi, vivo sempre questo momento di stupore nel momento in cui rivolgo lo sguardo verso l’alto.

Stupore che sfocia in una sorte di sensazione di protezione data proprio dal folto degli alberi.

In questo periodo di ferma forzata ho scherzosamente etichettato tutte queste esperienze sotto il titolo de “Le mie prigioni“. Senza voler scomodare Silvio Pellico, immagino sempre più spesso “Le mie prigioni” come una serie di boschi e foreste dalle quale non poter uscire non tanto per l’impossibilità materiale di farlo, ma quanto per una mia precisa volontà di perdermi al loro interno e non uscirne più.

Soffitto di abeti
Soffitto di abeti
All'inizio della primavera il cielo è ancora visibile dall'interno dei boschi
Soffitto di querce in primavera

Per me gli alberi sono sempre stati i predicatori più persuasivi. Li venero quando vivono in popoli e famiglie, in selve e boschi. E li venero ancora di più quando se ne stanno isolati. Sono come uomini solitari. Non come gli eremiti, che se ne sono andati di soppiatto per sfuggire a una debolezza, ma come grandi uomini solitari, come Beethoven e Nietzsche.
(Herman Hesse)

La prossima volta che camminerete in un bosco, prendetevi il tempo per tirare fiato e guardandovi intorno, rivolgere uno sguardo verso l’alto, rimarrete stupiti.

Articoli simili

  • Nuvole

    Nuvole notturne Chiara, fredda, tranquilla è la notte, la prima Notte dell’anno. Come per l’aria, a stuolo a stuolo, Passan gli uccelli, quando migrano ad altro clima, Così passan le nuvole sotto la luna a volo. Passan sui colli ignudi, passan sui campi arati, Passan sul mar che a un soffio di vento si corruga;…

  • Perdersi nel bosco

    L’altro giorno mi sono ritrovato nel folto del bosco da solo. Amo quella sensazione di perdersi nel bosco nonostante la via di uscita sia sempre a portare di mano. Pur sforzandomi non riuscivo a sentire nulla tanto che mi sono chiesto se fossi divenuto sordo. Mi sono fermato, ho lasciato scivolare lo zaino dalle spalle…

  • Racconti dal cabin 2

    La cena è terminata da un po’, oltre il breve spazio che separa il finestrone del cabin dal bosco la luce non riesce a spingersi. La stufa emana un piacevole calore e nell’aria aleggia ancora l’odore del bacon. Dalla panca trasandata guardo fuori, si intravedono le stelle, forse finalmente avremo una serata limpida. Con un…

  • Nature First

    E’ evidente dal tono di quasi tutti i miei post dell’ultimo anno che ho maturato una coscienza molto diversa rispetto a 15 anni fa nei confronti dell’ambiente in generale e della montagna in particolare. Questa coscienza fino ad oggi si è manifestata anche e sopratutto con un malessere generale verso le nuove orde di frequentatori,…

  • Rocce che camminano

    Ciao sono una roccia, prima di arrivare qui dove oggi tu mi stai guardando ne ho passate tante. Non sono sempre stata una roccia, prima di essere così come mi vedi oggi ne ho passate tante. Mi chiedi quanti anni ho? Guarda, non ricordo quando sono nata. Non conservo niente del mio passato, vivo alla…

2 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *